SPIZZICANDO L’IMPERIESE – CON DUE MULE di Elena Serrati

L’Associazione MBAM’BAYE-L’asino fa cultura è nata nel 2014 con l’intento di promuovere la riscoperta e la maggior conoscenza dell’asino e degli ibridi che ne derivano (muli e bardotti) attraverso attività culturali – supportate da una particolare ricerca bibliografica e iconografica -, attività ludico-didattiche, trekking ed escursioni.

Proprio nel 2014, in coincidenza con il 120° anniversario del viaggio pedestre tra Genova e Nizza compiuto da Felice Bosazza – avvocato di origini onegliesi che si firmava con lo pseudonimo ‘Orofilo’ – l’Associazione ha ideato e realizzato il progetto “Orofilo” che intendeva ripercorrerne le tappe con un trekking someggiato.

Nel 2014 il viaggio, iniziato a Busalla (GE), si è concluso tra varie vicissitudini (tra cui l’eclatante fuga della mula Alpina, recuperata dopo tre giorni a Nasino, in Val Pennavaire!) a San Bernardo di Mendatica (IM).

Nel 2015, ripartendo da Cadibona (SV) – limite convenzionale delle Alpi, segnato in tal senso anche da Orofilo – il gruppo (costituito da cinque persone e due mule) ha riagganciato l’itinerario percorso l’anno precedente giungendo alla Statua del Redentore situata nei pressi della vetta del M.te Saccarello (2200 m.- la più alta della Liguria), alle spalle del Comune di Triora (IM).

Per il 2016 il progetto prevedeva di giungere al Monte Bego, in Francia, ma varie problematiche hanno impedito a buona parte del gruppo di partire…Per la precisione, l’unica ancora disponibile a mettersi in viaggio era chi scrive, animata dal desiderio di trascorrere ad ogni costo parte delle sue vacanze (festeggiando così il compleanno dei quarant’anni – in compagnia delle mule Alpina e Moretta, percorrendo le vie più interne e meno conosciute dell’entroterra di Imperia.

In pochi giorni, quindi, la terza ed ultima tranche del progetto ‘Orofilo’ è stata congelata (in attesa di riprenderla comunque nel 2017) e, riorganizzate le idee, le mule Alpina e Moretta sono caricate su un trailer alla volta di Dolcedo (IM), base di partenza del nuovo progetto, chiamato ‘Spizzichi Imperiesi’: una serie di escursioni alla scoperta della natura e delle testimonianze culturali ed artistiche della Val Prino.

Arrivate il 12 agosto, per cinque giorni hanno percorso antiche mulattiere e vicoli stretti, restituendo parte dell’anima a luoghi e spazi concepiti proprio tenendo conto dei muli, indiscussi protagonisti delle attività lavorative e commerciali degli antichi abitanti di questa zona e che oggi, nelle calde ore che li vedono spopolati dai turisti riversati sulle spiagge, sembrano rimpiangerne i passi cadenzati sul selciato.

Dolcedo, Ripalta, il Santuario dell’Acquasanta di Lecchiore, la chiesa di Santa Brigida, le frazioni di Molini di Prelà e Prelà Castello, Pantasina, Pianavia, Costiolo, Canneto, Vasia, Bellissimi, Magliani, e perfino le case di Stonzo, paese ormai scomparso e la cui esistenza è sconosciuta ai più sono stati lo sfondo e al tempo stesso i protagonisti di un ritorno nei luoghi dell’infanzia.

Dopo oltre trent’anni, li abbiamo percorsi e vissuti col desiderio di ridare forma e suoni all’immagine dei tempi in cui il turismo non esisteva, e la convivenza di uomini ed equini segnava il paesaggio, definendo spazi e luoghi con l’intreccio dei loro destini votati alla fatica.
Dal 16 agosto, superato il ‘giro di boa’ del Ferragosto, ci siamo trasferite a Vesignana, ospiti di Nevio Balbis, pastore originario di Ormea (CN) – produttore di gustosissime tome di Pecora Brigasca – alloggiato per l’estate nella ex- caserma della Finanza intitolata al Gen. Domingo Fornara.

Salite di quota – la caserma si trova infatti a ca. 1500 m s.l.m. – ci siamo concesse una serie di escursioni sui vari versanti che si dipartono dal massiccio del M.te Saccarello: in alta Valle Argentina (Realdo e Verdeggia, Triora…), verso il Passo Tanarello e il Passo Garlenda e in territorio ormai francese (Notre Dame des Fontaines nei pressi di la Brigue, Cima Marta…).

Sono stati dieci giorni intensi, passati impastandosi con due mule mentre si percorrevano antiche strade, con un’alternanza tra la tanto amata solitudine meditabonda e la piacevole compagnia di Piero Dell’Amico, unico ‘superstite part-time’ del gruppo iniziale, con cui abbiamo potuto condividere una parte delle escursioni ideate e organizzate estemporaneamente, sull’onda della curiosità e della voglia di mettersi in gioco.

Una serie di ‘spizzichi’ che hanno preso forma (e valore) non solo dalla voglia di camminare e divertirsi ma anche e soprattutto dalla possibilità di esplorare la relazione con i muli, affascinanti e dinamici ‘prodotti cultural-asinini’: ibridi ottenuti dall’unione di asino e cavallo, capaci – grazie a questa doppia origine – di stimolare inattese riflessioni, mettendoci costantemente di fronte, con il loro particolare carattere e i loro modi (a volte scostanti, a volte di struggente tenerezza…) all’altra faccia della medaglia.

Associazione Mbam baye
La Presidente
Elena Serrati